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Storia del tramezzino, il sandwich italiano che compie 100 anni

È nel 1925 che inizia la storia del tramezzino. Il centenario, nel 2025, segnerà un traguardo importante per questo piccolo e sfizioso snack, che ha conquistato il palato di generazioni di italiani e non solo.

Dove è nato il tramezzino? Molte città italiane si contendono la sua origine, ma il mistero è presto svelato. All’interno del Caffè Mulassano a Torino è appesa una targa con la frase “Nel 1925, la signora Angela Demichelis Nebiolo, inventò il tramezzino”.

Storia del tramezzino: dagli States a Torino

Le origini del tramezzino sono legate alla figura di Angela Demichelis Nebiolo e suo marito Onorino, due torinesi emigrati in America all’inizio del XX secolo. Lì, si imbatterono nel sandwich, un tipo di panino farcito molto popolare sia tra i lavoratori che nei ceti altolocati.

Al loro ritorno a Torino nel 1925, decisero di rilevare un locale nel centro della città: lo storico Caffè Mulassano in Piazza Castello. Inizia qui la storia del tramezzino.

Avevano portato con sé dagli Stati Uniti una nuova macchina per tostare il pancarrè: così iniziarono a proporre, per primi in Italia, il classico toast. Non soddisfatti a pieno di questa innovazione, pensarono di utilizzare il pane senza tostatura e farcito con ingredienti locali: fu così che Angela e Onorino inventarono il tramezzino italiano.

Inizialmente i tramezzini erano proposti come stuzzichini per accompagnare la merenda sinoira, ma il suo successo fu tale che le persone iniziarono a chiederlo a tutte le ore. Alcuni anni più tardi, Gabriele D’Annunzio gli diede il nome che ora conosciamo: “tramezzino”.

Gabriele D’Annunzio e i tramezzini

Il poeta vate Gabriele D’Annunzio non è solo noto per le sue opere letterarie e le sue gesta eroiche, ma anche per il suo palato raffinato e la sua influenza sulla cultura italiana. Tra le sue eredità più gustose c’è il tramezzino, il celebre panino triangolare che ha conquistato il mondo.

La storia narra che D’Annunzio, frequentatore assiduo del Caffè Mulassano durante le sue molte trasferte a Torino, si innamorò del piccolo panino farcito che la signora Angela, proprietaria del locale, aveva portato con sé dagli Stati Uniti. Il poeta, in un impeto di italianità, propose di sostituire il termine inglese “sandwich” con un nome più adatto.

L’intuizione di D’Annunzio fu geniale: “tramezzino”, diminutivo di “tramezzo”, evocava perfettamente l’idea di uno spuntino leggero da consumare a metà tra un pasto principale e l’altro. Il nome si diffuse rapidamente, diventando l’emblema di questo panino imbottito versatile e gustoso.

La diffusione del tramezzino torinese

Il tramezzino a Torino ebbe un successo immediato. La sua praticità, la sua versatilità e il suo gusto sfizioso lo resero presto un alimento popolare in tutta Italia.

Nel luglio 1936 la rivista La Cucina Italiana, giornale di gastronomia per le famiglie e per i buongustai, pubblica un lungo articolo dedicato proprio ai tramezzini, con suggerimenti di preparazione e di presentazione, consacrando per sempre la ricetta a livello nazionale.

 

Come si legge, la ricetta originale del tramezzino di Torino è preparata con pane bianco in cassetta, farcito con burro aromatizzato (ora sostituito nella maggior parte dei casi dalla maionese) e ingredienti a piacere.

Nel corso degli anni, il tramezzino si è declinato in innumerevoli varianti, con farciture per tutti i gusti: dai classici tramezzini prosciutto e formaggio, pomodoro e mozzarella, tonno e maionese, a quelli più creativi e gourmet.

Oggi, i tramezzini sono un elemento imprescindibile della cultura gastronomica italiana. La storia del tramezzino prosegue a gonfie vele. Lo si trova ovunque: nei bar, nelle caffetterie, nei ristoranti, nei supermercati e persino nelle stazioni di servizio.

La storia del tramezzino compie 100 anni

Il tramezzino è molto più di un semplice panino. È un simbolo della cultura italiana, un modo di vivere, un rito quotidiano. È un alimento che accomuna persone di tutte le età e di tutte le classi sociali, durante pic-nic all’aperto, pranzi veloci o aperitivi.

Il centenario del tramezzino è un’occasione per celebrare questo piccolo grande simbolo della nostra cultura gastronomica. Un traguardo che testimonia la capacità della cucina italiana di adattarsi ai tempi e ai gusti, senza mai perdere la sua identità.

Una cosa è sicura: questo piccolo panino continuerà a conquistare i palati di tutto il mondo. La sua versatilità e il suo gusto lo rendono un alimento perfetto per ogni occasione: dalla colazione al pranzo, dalla cena all’aperitivo.

Ricetta tramezzino gourmet

Come fare i tramezzini? Il segreto risiede probabilmente nella loro versatilità: basta abbinare gli ingredienti giusti, per creare uno snack gustoso e salutare. L’unica regola è che il pane, rigorosamente senza crosta, sia farcito con un ingrediente cremoso che tenga insieme gli ingredienti al suo interno. La morbidezza è fondamentale.

Proponiamo una ricetta diversa dal solito: tramezzino con salmone affumicato, ricotta di bufala e pesto di basilico.

Ingredienti:

  • Pane per tramezzini senza crosta
  • Salmone affumicato
  • Ricotta di bufala
  • Pesto di basilico
  • Pomodorini confit
  • Rucola

Preparazione del tramezzino:
Prepara i pomodorini confit con la friggitrice ad aria oppure con il metodo classico.
Spalma la ricotta di bufala sulle due fette di pane per tramezzino.
Aggiungi il salmone affumicato, i pomodorini confit e la rucola.
Condisci con un filo di pesto di basilico.
Chiudi le due fette di pane per tramezzino, taglia a metà formando due triangoli e servi.

Consigli:
Puoi sostituire il salmone affumicato con bresaola, prosciutto crudo o speck.
Se vuoi rendere il tramezzino ancora più gourmet, puoi utilizzare un pesto di basilico fatto in casa.
Per un tocco croccante, puoi tostare il pane per tramezzino prima di farcirlo.

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