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Il bonet: la ricetta del dessert per eccellenza del Piemonte

Una storia antichissima, un gusto inconfondibile e una presenza assidua nei menu dei ristoranti piemontesi: signore e signori, sua maestà il bonet

Ci sono piatti che si legano indissolubilmente ai luoghi perché ne sono parte integrante e perché sono capaci, al primo assaggio, di schiudere uno scrigno di ricordi e sensazioni che riportano alla tradizione e all’infanzia, così come le celeberrime “madeleines” di Proust. Il bonet è uno di questi.

Se vivete in Piemonte – soprattutto tra Torino, le Langhe e il Monferrato – vi sarà capitato di assaggiarlo almeno una volta, se siete piemontesi lo amerete probabilmente al pari del vitello tonnato o del fritto misto e se non vi siete mai seduti al tavolo di una trattoria langarola o di un elegante ristorante torinese il consiglio è quello di chiudere il vostro pasto con questo semplice ma gustosissimo capolavoro di pasticceria.

Il bonet o bunet, nato probabilmente come dolce popolare si è affermato nel corso dei secoli come dessert immancabile sulle tavole dei nobili piemontesi e come dolce tipico del Piemonte, tanto da entrare tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Andiamo a scoprire come è nato e come si prepara il “bonet della nonna”, la cui ricetta si tramanda uguale di generazione in generazione.

ricetta del bonet della nonna
Un pranzo o una cena in Piemonte non possono considerarsi tali se non finiscono con una fetta di bonet

Dal Medioevo a oggi il bonet ha attraversato le epoche

Il bonet avrebbe origini antichissime tanto che alcune cronache lo collocano addirittura nel XIII secolo nel territorio delle Langhe e del Monferrato. Ai tempi però le Americhe dovevano ancora essere scoperte e con esse anche il cacao, ingrediente imprescindibile per preparare il bonet.

Il dolce, in origine, era quindi “bianco”, ovvero molto simile a un crème caramel. Questa versione, poco diffusa e meno conosciuta, viene ancora preparata e proposta nel Monferrato e prende infatti il nome di “bonet alla monferrina”.

Secondo altre fonti le prime risultanze relative al bonet risalirebbero al XVII e XVIII secolo.

La curiosità principale riguarda il suo nome. Esso, in dialetto piemontese, è lo stesso di un berretto maschile molto simile al basco e deriverebbe dal francese “bonnet”, a ribadire ancora una volta la stretta parentela tra il piemontese e il francese.

Il perché di questo nome curioso avrebbe due spiegazioni, oggi entrambe accettate e consolidate. La prima sostiene che il nome sia stato trasferito al dolce perché gli stampi di rame nei quali venivano preparati i dolci morbidi – come il bonet appunto – ricordavano la foggia del berretto. La seconda scuola di pensiero, mantenendo il cappello come elemento comune, sostiene invece che il bonet è l’ultimo piatto che si consuma prima di alzarsi da tavola, proprio come un berretto è l’ultimo indumento che si indossa prima di uscire di casa.

Bonet: storia e origini del dolce piemontese
Prima dell’avvento del cacao in Europa, oggi ingrediente fondamentale, il bonet era bianco

La ricetta facile del bonet piemontese

Con lo chef Stefano Buse di STUDIOFOOD33 impareremo a preparare il Bonet, secondo la ricetta classica piemontese.

  • Difficoltà: Media
  • Preparazione: 30 min
  • Cottura: 40 min
  • Dosi per: 6 persone

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 300 ml di latte
  • 150g di amaretti
  • 1 cucchiaio di rum/marsala

Per il caramello

  • 100 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di acqua
amaretti per la ricetta del bonet
Gli amaretti: i biscottini sono un ingrediente centrale nella preparazione del bonet

Preparazione:

  • Servendosi di una bowl sbriciolare finemente gli amaretti fino ad ottenerne una polvere cui andranno aggiunti il cacao e lo zucchero.
  • Unire le uova intere e mescolare con una frusta facendo attenzione a non incorporare troppa aria per ottenere un budino liscio ed omogeneo.
  • Aggiungi infine il rum o marsala e il latte leggermente tiepido.
  • Nel frattempo, in un pentolino, sciogli lo zucchero con un goccio di acqua fino ad ottenere il caramello che servirà da base per il bonet.
  • Con l’aiuto di un mestolo riempi i pirottini con il composto ottenuto e mettili in forno (ventilato) a bagno maria per 30/40 minuti a 180 gradi.
  • Una volta terminata la cottura decora con altri amaretti sbriciolati e ricordati di lasciar raffreddare il bonet prima di servirlo. Il dessert può essere accompagnato da panna montata.

Vuoi preparare il Bonet e altri piatti della cucina piemontese con l’aiuto del nostro Chef Stefano Buse?
Partecipa all’evento di STUDIOFOOD33.

corso di cucina: bunet, plin e brasato al barolo


Plin, brasato al Barolo e bunet

23 marzo 2022

La cucina piemontese è ricca di tradizione e di piatti che arricchiscono da sempre le nostre tavole. I Plin vantano origini antiche e sono, nel 1846, citati in una ricetta di un cuoco torinese, Francesco Chapusot. La tradizionalità del prodotto è attestata anche da testimonianze locali. Il brasato al Barolo è l’apice della cultura enogastronomica piemontese. E infine il bunet, il dolce per eccellenza della tradizione nostrana.

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Se invece vuoi scoprire un altro piatto tipico della tradizione Piemontese prova
La ricetta dei tajarin piemontesi fatti in casa


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Stefano Buse


Classe 1995, approda alla cucina dopo le scuole superiori inizialmente come autodidatta. Stefano Buse Frequenta la scuola di cucina del Gambero Rosso e inizia a collezionare esperienze in ristoranti di prestigio tra Italia e Francia dove può affinare le sue capacità.

Vanta collaborazioni con gli chef Gianfranco Vissani e Antonino Cannavacciuolo, oltre ad aver prestato la sua opera in diversi ristoranti stellati.

Chef ormai da 8 anni interpreta la cucina mescolando la tradizione e la sperimentazione. Il suo obiettivo è quello di creare una cucina personale che possa combinare insieme le esperienze raccolte negli anni della sua formazione e in quelli da chef.

Stefano, grazie alle sue origini, è anche esperto di cucina spagnola, alla quale si è avvicinato fin da piccolo.



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